Nuovo sito per Casa della poesia. Cosa ne pensate? Inviateci un feedback
04/04/2011

viaggio-al-monte-tamalpais Introduzione

Viaggio al Monte Tamalpais “Ci sono libri che creano la magia nella nostra vita” ha scritto Sherey Beniker, riuscendo a percepire “la meraviglia di essere trasformati dalle parole di un libro. (...) Viaggio al Monte Tamalpais, come lo I-Ching, apre alla saggezza ad ogni pagina”.
viaggio-al-monte-tamalpais
Viaggio al Monte Tamalpais 1993 ISBN 88 – 86203 – 00 – 4 80 Altre Americhe Raffaella Marzano
10,00 €
Comprami
e Leggimi
«Una volta davanti ad una telecamera mi hanno chiesto: “Qual è la persona più importante che lei ha conosciuto?” e ricordo di aver risposto: “Una montagna”. Ho scoperto così che Tamalpais era al centro stesso del mio essere.» (Etel Adnan)

"Viaggio al Monte Tamalpais" è un riflessione sulla natura, sull'arte e sulle relazioni tra esse; saggio che fluisce tra poesia e prosa. È la descrizione di un esperimento estetico ed esistenziale “vivere con la montagna e con un gruppo”. È un viaggio di scoperta, di analisi, di conoscenza, un cerimoniale. Leggere il libro è come entrare a far parte di un rituale, di quell’esperimento, e di quella realtà magica. Iniziazione pericolosa, a cui sottoporsi con cautela e rispetto.
I disegni completano il viaggio, forti della certezza della Adnan che affida alla pittura un ruolo fondamentale nella conoscenza “i pittori hanno un sapere che va oltre le parole.(...)

«Quando dipingi un acquerello sai come si sente il mare, all'inizio del giorno, in prossimità della luce». (Etel Adnan)

“Ci sono libri che creano la magia nella nostra vita” ha scritto Sherey Beniker, riuscendo a percepire “la meraviglia di essere trasformati dalle parole di un libro. (...) Viaggio al Monte Tamalpais, come lo I-Ching, apre alla saggezza ad ogni pagina”.

Sogni, conversazioni, riflessioni, osservazioni quotidiane, ricordi, miti indiani, citazioni di astronauti,pagine di diario, brandelli di libri, sono solo alcuni degli ingredienti che Etel Adnan ha utilizzato nella sua originalissima e frammentata scrittura. Parla di Klee, naturalmente di Cezanne e Hokusai e delle loro montagne, di Dürer. Tamalpais è una navicella spaziale, un grande fungo bianco, lo straordinario miracolo della materia, la Vecchia Donna, l’ago della bilancia.

“Etel Adnan è un genio della Percezione che ha fatto un pellegrinaggio e ci ha portato una rivelazione”.