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04/04/2011

11/04/2016 "Il destino" di Youssef Chahine a Casa della poesia

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"Il destino" di Youssef Chahine a Casa della poesia 11/04/2016

Lunedì 11 aprile 2016, alle 20,30, riprendono le "visioni d'autore" a Casa della poesia (via Convento 21/a, Baronissi) con il bellissimo "Il destino" (1997) di Youssef Chahine che apre un ciclo di proiezioni dedicate al cinema e al mondo arabo.
È stato presentato in concorso al 50º Festival di Cannes dove Youssef Chahine ha ricevuto il Premio del 50º anniversario per l'insieme della sua opera. A Cordoba, nell'Andalusia araba del 1195, il califfo Al-Mansour cerca di mediare la furia degli integralisti che hanno tra i loro bersagli il filosofo e scienziato Muhammad ibn Rushd (1126-1198), noto in Occidente come Averroè, celebre commentatore di Aristotele e massimo esponente di quella cultura arabo-ispanica che fiorì in Andalusia tra il VII e il XII secolo in pacifica coesistenza con la cultura cristiana ed ebraica. È lui il perno di un film che, nel raccontare fatti e personaggi di 800 anni fa, adombra problemi, fanatismi e sanguinosi conflitti nel mondo arabo di oggi.
"Il Pensiero ha le ali, nessuno può arrestare il suo volo" con questa frase finale, il regista Chahine, sintetizza la chiave interpretativa dell'intera opera: la narrazione delle vicende di Averroè mette in luce quella dialettica, storicamente determinata nel califfato del XII secolo, ma per certi versi, drammaticamente attuale, tra progresso scientifico, saggezza e quindi tolleranza da una parte; e il fanatismo fondamentalista religioso dall'altra, che, figlio dell'ignoranza, spesso diviene funzionale al potere politico costituito, come si evince più volte in sottofondo, in modo vivido, in diverse scene, e simbolizzato dall'atto barbarico di bruciare libri, e di mettere al rogo quanti venivano accusati di empietà. "Il Destino", quindi, è un'opera psicologica, nel senso che è in cerca di presentare una raffigurazione psicologica dei personaggi "svuotati", e quindi facilmente oggetto di indottrinamento e manipolazione da parte dei guerrieri asserviti al potere politico del califfato. L'epoca storica del califfato di Al- Andalus, nella spagna meridionale, fu caratterizzata da una profonda integrazione tra religioni e quindi da un'inedita tolleranza e pluralismo.
La scelta di mettere in scena, in primo piano, un pensatore come Averroè, serve per mostrare, ad un secondo livello, come la saggezza filosofica, il progresso scientifico, sono la sola strada percorribile, per superare le lacerazioni fondamentaliste, totalitarie, e guerrafondaie di ciascuna religione.A Cordoba, nell'Andalusia araba del 1195, il califfo Al-Mansour cerca di mediare la furia degli integralisti che hanno tra i loro bersagli il filosofo e scienziato arabo Muhammad ibn Rushd (1126-1198), noto in Occidente come Averroè, celebre commentatore di Aristotele e massimo esponente di quella cultura arabo-ispanica che fiorì in Andalusia tra il VII e il XII secolo in pacifica coesistenza con la cultura cristiana ed ebraica. È lui il perno di un film che, nel raccontare fatti e personaggi di 800 anni fa, adombra problemi, fanatismi e sanguinosi conflitti nel mondo arabo di oggi.
Coerente a sé stesso il sempreverde Y. Chahine (1926), il più grande dei cineasti arabi, fa un cinema popolare e, insieme, colto.
Popolare, travolgente, politico e filosofico, il film mescola con disinvoltura commedia e melodramma, western e musical in vesrione mediorientale, magistralmente padroneggiati dalla regia di Chahine, vitale narratore di amori e scontri, vendette e speranze.

IL DESTINO
Youssef Chahine
(1997)

Lunedì 11 aprile
ore 20,30

Casa della poesia
Via Convento 21/a
Baronissi (SA)

Ingresso libero
Posti limitati

Info: 3476275911