Nuova collaborazione Casa della poesia e il Fatto Quotidiano
04/04/2011

Sono un albero che cammina, corre, vola...

Sono un albero che cammina, corre, vola... Drevo sem, ki hodi, teče, leti...
Sono un albero che cammina, corre, vola... Un albero
che senza nemmeno sapere come, dato che
nel vero amore tutto è inspiegabile,
dal meridione si è ritrovato nel nord, circondato
da alberi differenti. Solo dopo, la furia
della guerra l’ha strappato con le radici. Non verrà
mai a sapere se in sogno o nella realtà, che è
ancora più angosciosa dei più tormentosi
incubi. Sono un albero che cammina, corre,
vola... Un albero che non ha cessato di lasciarsi
incantare dal bel paesaggio carsico e nello
stesso tempo di scandalizzarsi per ciò che
accadeva nel suo paese natío.
Con la gente, gli alberi, i fiori, i cani, i gatti...
Con gli animali domestici e selvatici...
Nelle città, villaggi e boschi... Un albero
che sudava, coperto di baci solari,
che pativa il freddo e tremava sotto le violente
raffiche della bora. Nella cui chioma, divenuta grigia
in una sola notte, si radunavano molti uccelli
per vedere e udire un solitario uccello esotico,
rinchiuso in gabbia, dalla voce e dai colori
finora sconosciuti a loro. Un uccello canoro
che cantava sommesso giorno e notte un mesto
canto. In una lingua diversa, ma comprensibile
a tutti. Sono un albero che cammina, corre, vola...
Un albero che cammina sulle mani e si contempla
nello specchio del cielo. Che corre nudo
tra i prati, tra due realtà e due sogni.
Che una volta vola sopra Sarajevo e la seconda
sopra Tomaj. Che tranne l’amore assurdo,
non ha né patria né paese natío. Che anche
quando germoglia e fiorisce, non smette di
appassire e di morire.


Voce: Josip Osti
Piano: Renato Costarella, violino: Valerio Iaccio.
Casa della poesia, 2004.
Drevo sem, ki hodi, teče, leti... Drevo,
ki se je, še samo ne vedoč kako, ker v
resnièni ljubezni ni nič razložljivo,
z juga našlo na severu, obkroženo z
drugačnim drevjem. Šele potem ga je s
koreninami iztrgala vojna nevihta. Nikdar
ne bo izvedelo, ali v snu ali
v resničnosti, ki je bolj morasta od
najbolj morastih sanj. Drevo sem, ki hodi,
teče, leti... Drevo, ki se ni prenehalo
čuditi prelepi kraški pokrajini in se
hkrati zgražati nad tistim, kar se je
dogajalo v njegovem rojstnem kraju.
Z ljudmi, drevesi, rožami, psi, mačkami...
Z domačimi in divjimi živalmi...
V mestih, vaseh, gozdovih... Drevo,
ki se je potilo, obsuto s poljubi sonca,
zmrzovalo in drhtelo pod močnim šibanjem
burje. V katerega krošnji, čez noč
posiveli, so se zbirale mnoge ptice,
da bi videle in slišale samotno, v kletko
zprto, po barvi in glasu do takrat njim
neznano, eksotično ptico. Ptico pevko,
ki je dan in noè tiho pela. V drugem
jeziku, vsem pa razumljivo, žalostno
pesem. Drevo sem, ki hodi, teče, leti...
Drevo, ki hodi po rokah in se ogleduje
v zrcalu neba. Ki golo teče po travnikih,
med dvema resničnostma in dvema snoma.
Ki leti enkrat nad Sarajevom, drugič
nad Tomajem. Ki, razen ljubezni nerazumne,
nima ne domovine ne rojstnega kraja. Ki,
tudi ko brsti in cveti, ne neha veneti in
umirati


Voce: Josip Osti
Piano: Renato Costarella, violino: Valerio Iaccio.
Casa della poesia, 2004.
Jolka Milič