PREFAZIONE
Per Aggie
Difficile per me scrivere di un poeta. Se poi si tratta di Agneta Falk, mia amica ed anche compagna del caro Jack Hirschman, la cosa si fa ancora più complessa ed emotivamente coinvolgente. Conosco Aggie e Jack da tanti anni, numerosi sono gli eventi ed i readings che ci hanno visti insieme, l’affetto è ormai talmente involto nella familiarità — (la Casa della poesia... “la tavola della nostra famiglia italiana”) — che ciò che apparentemente potrebbe sembrare semplice, lo scrivere a proposito dei versi di una cara amica, diventa straniante e davvero complesso. Se aggiungiamo che non ho alcuna dimestichezza con lo sguardo ed il linguaggio della critica....
Procedo dunque cercando di dissolvermi nella sua scrittura e, come prima considerazione, mi sento sollevato dal fatto che questa stessa mi facilita il percorso grazie alle qualità che già di per sé esprime.
Agneta Falk è svedese di nascita, ma raffinata anglofona di adozione, dunque la prima osservazione fondamentale è sulla sua grande capacità di utilizzare una lingua non originaria. Questa prerogativa l’ha certo aiutata ad affrancarsi da eventuali “questioni della lingua” ed a calarsi in maniera diretta in una scrittura che riesce ad aprire gli occhi sulla vita, e sulla sua realtà più frammentata e sofferente, fino a farcene intravedere spietatamente e consapevolmente tutta l’amarezza.
Ma, pur restando sempre colloquiale e diretta, la sua lingua non s’indebolisce, anzi, l’assenza di giochi formali, enfasi, ermetismi... la rende più acuta e penetrante, sostanziale e inevitabile. Dove ci si potrebbe perdere, ci riporta subito all’essenza con immediatezza ironica o concretezza dolorosa. Ma senza violenza di forzature, cercando sempre una risposta, un forte sostegno di speranza, aggrappata profondamente ad una irriducibile coscienza etica.
Il suo verso, femminile nello sguardo e spesso anche nella sostanza dell’osservazione o dell’affettività ("Le donne come te", "Venduta", "Astrid", "Madge", "Lei"...), è popolato da umanità di emarginati e vittime di cui rivendica ed espone la sofferenza, tutelandoli con un vigile senso di pietà che mostra ad oltranza la dignità anche nelle sue violazioni più estreme (tante facce/sull’orlo delle loro vite/urlano ammutite/dentro me). Solo un’identità così forte ed onesta poteva impugnarne i simboli per agitarli davanti alle nostre coscienze (I morti ci ammoniscono).
Versi di ribellione? Sì, certo, se in questa comprendiamo ciò che anche a noi più sta a cuore, che ci coinvolge senza dubbi: amore e indignazione permanente, senza rassegnazione. Ecco l’amore, accumulato in sedimentazioni interne, che riaffiora sempre diventando linguaggio, ricerca, tensione costante, che emerge e si conforma in dignità ogni volta che ne affronta la mancanza.
È questo paradigma l’elemento che conduce l’esistenza di Aggie. Sia nella sostanza della sua vita pubblica e privata, che dentro le pagine di questo libro, al quale la vita stessa ha chiesto di essere accolta per poter continuare a restare in dialogo.
Un amore perseguito con sensibile accuratezza e ruvida ostinazione, diretto ed impetuoso nell’affrontarne le pulsioni, quanto tenero di pazienza nel progettarne visioni familiari, desideri, passioni. L’amore, che qui sa confrontarsi con l’amore stesso in modo semplice e diretto, chiama la poesia a dire, accogliendo il sentimento e respingendo i sentimentalismi, rifiutando le sublimazioni, cercando sempre il confronto, assumendo il disagio della differenza. Perché è vivo, quindi capace di trasportare la propria complessità e parteciparla all’interiorità di tutti.
In naturale continuità con il suo libro precedente ("It’s not love it’s love"), ora da Aggie Falk abbiamo un altro vero libro sull’amore, accogliente come una spaziosa strada da percorrere, universale e profonda.
Alberto Masala
BIOGRAFIA
Agneta Falk è nata a Stoccolma nel 1946 ed ha vissuto in Inghilterra dal 1969 dove ha insegnato teatro, comunicazione, letteratura e scrittura creativa. È poetessa, artista visuale e curatrice di vari libri. Dal 1992 al 1999 è stata co-direttore di "Word Hoard", impegnandosi nella promozione della scrittura nella comunità e nell'organizzazione di eventi poetici. Negli anni '90 ha avuto l'incarico di scrivere testi sulla costa del Lincolnshire e dello Yorkshire. Il suo lavoro poetico è presente in numerose pubblicazionie ed ha esposto la sua arte visuale in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Divide il suo tempo tra San Francisco, Inghilterra e Italia.
È sposata con il poeta americano Jack Hirschman.
Multimedia Edizioni ha pubblicato nel 2000 il suo bellissimo "It's not love it's love" (edizione italiano-inglese) e nel 2009 il suo nuovo libro "Heart Muscle".
È uno dei poeti fondatori del progetto di Casa della poesia e ha quindi partecipato a molte sue attività e a molti dei suoi readings (Napolipoesia, Sidaja, Il cammino delle comete, Verba Volant, Sarajevo, Lo spirito dei luoghi, Parole di mare, Napolipoesia nel Parco, ecc.)