PREFAZIONE
Scrive Francesco Napoli: «Il poema occupa una centralità nello sviluppo della poetica di Cavallo. Con la Quadreria, infatti, si passa da una sorta di giovanil furore diffuso nella più sciolta e libera forma del poème en prose a una maturata considerazione della misura poematica capace di dare adeguato respiro e illustrazione alla materia. (…) Il verso, come detto, è breve, per lo più pennellato e d’intensa coloritura espressionista. C’è una straordinaria quanto inconsueta plasticità delle immagini sulla quale si fonda la forza evocativa della parola. L’altra materia fondante il tratto pittorico, la luce e il suo battere sulle immagini, si diffonde in un’assimilazione nella quale l’“occhio bramò/ una fedeltà minuziosa/ inseguendo/ la chimera del vero”. (…) ma nella sorpresa della luce riesce a “dar vita/ in forma di figura”, lontano dall’arte dell’illusione e dell’apparenza, a una riuscita sintonia tra parole e cose. (...) Di Alfonso Gatto sembra resistere in Giancarlo Cavallo la tensione morale della poesia come mostrano i poemetti Sarai Sarajevo e Poema a matita per Pier Paolo Pasolini. Plastici nel loro equilibrio formale, queste due opere offrono l’omaggio a due grandi poeti che, pur distanti tra loro, sono sentiti molto prossimi sul piano dell’etica della poesia: Izet Sarajlic e Pier Paolo Pasolini. (…) Ambedue sembrano da adesso vestire i panni dei lari famigliari con i quali Cavallo vuole ora accompagnarsi “perché la Storia non è mai finita” e la poesia può e deve trovare le risposte più appropriate al divenire dell’uomo.»
BIOGRAFIA
Ma alla fine la vera biografia dei poeti sono i loro versi, quello che lasciano all’occhio (complice si spera) dei lettori e poco aggiunge sapere che
Giancarlo Cavallo è nato nel 1955 a Salerno, che lì da sempre vive, che ha un unico amore e un unico figlio e che poco ha fatto (per pigrizia o per la tirannia della vita quotidiana o forse memore del monito di Izet Sarajlic “non abbiate fretta di fare i poeti”) in campo letterario: “Poema Robinson” (1982), “Lo stato dei luoghi” (1993), “Santa Maria de Alimundo” (1994), “Oltre le terre emerse” (1996), “Breviario dell’avventuriero” (2000); il saggio “Mappe dell’immaginario. Poesia visuale portoghese (1987) ed anche alcuni racconti in antologie edite da Guida e da Laveglia; la breve, ma feconda, stagione di “Percorsi. Laboratorio bimestrale” (di cui fu fondatore con Sergio Iagulli) e qualche collaborazione a riviste di poesia (tra l’altro alcune sue liriche sono apparse in traduzione spagnola sul numero 9 di “Sibila”, Siviglia 2002) e di arti visive. Inoltre ha curato e tradotto in italiano i libri dello scrittore haitiano Paul Laraque “La sabbia dell’esilio” (Multimedia, Salerno 1994) e “André Breton ad Haiti” (1996) ed ha partecipato a letture di poesia, rassegne e performances poetiche in varie località italiane (Napoli, Crema, Genova, Brescia, Salerno, Potenza, Amalfi, Sarajevo, etc.) ed all’estero(Lisbona, Amadora, Setubal, Quebec, Sarajevo).
Collabora sin dalla fondazione alle attività di Casa della Poesia.
Nel 2008 è stata pubblicata dalla Multimedia Edizioni la sua raccolta "Quadreria dell'Accademia e altre poesie".
Il 21 marzo 2008 ha partecipato, con una sua lettura, all'inaugurazione della casa-alloggio di Casa della poesia (la "casa dei poeti") e ad ottobre agli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo.
Nel 2009 ha preso parte all’“Omaggio ad Alfonso Gatto”, a Salerno, in occasione del Centenario della nascita del grande poeta salernitano.