PREFAZIONE
Il 1 agosto di quest’anno, il poeta, scrittore, saggista, mosaicista, mitico comandante partigiano della ex-Yugoslavia, e soprattutto amico, Ante Zemljar, non è riuscito a vincere la sua ultima battaglia e in un caldo pomeriggio d'estate, ci ha lasciato.
Rimangono nella memoria la sua grande umanità, i suoi racconti ossessivi sulla terribile esperienza di Goli Otok (Isola Nuda), che sentiva di dover raccontare e che lo aveva marchiato in modo indelebile, le sue belle poesie e le canzoni cantate a squarciagola, la sua energia e la sua forza da vero ed eterno combattente, la sua galanteria.
Siamo onorati di aver potuto regalare ad un uomo che ha tanto combattuto e sofferto, una delle ultime gioie pubblicando in Italia il “suo” libro L’inferno della speranza, di averlo avuto nostro ospite a Casa della poesia e in alcune manifestazioni.
Vogliamo ricordarlo proponendo la lettura di alcune delle sue poesie più belle tratte proprio dalla raccolta più tragicamente vissuta. Le registrazioni sono state realizzate l’11 marzo 2002 a Casa della poesia, il giorno successivo a quello della presentazione del libro L’inferno della speranza.
Infine a testimonianza della forza di Ante nelle letture pubbliche, abbiamo inserito alcuni brani registrati nel corso degli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo, nell’ottobre del 2003, ultimo nostro incontro.
In questa seconda parte è insieme ad alcuni amici musicisti: Riccardo Morpurgo, Marco Collazzoni, Luca Colussi, Almir Nezic.
Con lui purtroppo un altro mattone ideale della Casa della poesia viene a mancare!
Addio, vecchio caro Comand’Ante!
BIOGRAFIA
Ante Zemljar è nato nel 1922 nell’isola di Pago in Craozia. Si è laureato all’università di Zagabria in lettere comparate. Scrittore, poeta, saggista e mosaicista. Giovanissimo
subisce una certa influenze del surrealismo. Partigiano della prima ora combatte e scrive poesia per le sue montagne e le isole. La sua poesia non soggiace alle regole del socialismo realista e i suoi dirigenti rifiutano la pubblicazione.
Nel 1949 viene arrestato perché non condivide la dittatura. In prigione, a Goli Otok, una delle più feroci d’Europa dopo la II Guerra mondiale, dov’erano imprigionati anche numerosi italiani, rimane quattro anni e mezzo. Nella prigione, scrive di nascosto una raccolta (L’inferno della speranza, in corso di stampa presso la Multimedia edizioni di Salerno) che riesce a pubblicare solo 40 anni dopo.
Questo libro lirico-elegiaco è una grande accusa contro tutti gli oppressori in qualsiasi tempo e in qualsiasi luogo. Dopo la prigionia, Zemljar ha vissuto in patria come un esule, per 35 anni sotto lo sguardo vigile della polizia.
Ha partecipato alla manifestazione Poesia contro la guerra (1999) e Lo spirito dei luoghi. Incontri internazionali di poesia (4ª edizione, ottobre 2000).