Soglia infinita -

Testo a fronte: Si
ISBN: 88-86203-01-2
Collana: Altre Americhe
Pagine: 184
Anno: 1993
Curatore:
Traduttore: Bruno Gullì

Prezzo: 10.00 €
PREFAZIONE

"Hirschman è tenero ma brutale, con un pugno d'acciaio in un guanto di velluto."
(The San Francisco Chronicle)

"Quello che questo poeta ci offre, oltre l'ideologia, è la semplice verità che già conosciamo e riconosciamo immediatamente: dobbiamo smetterla di odiarci l'un l'altro, di ucciderci, violentarci e cominciare ad amarci."
(Poet News)

"Endless threshold" è poesia della gente. Non il tipo di letteratura che è espressione individuale, brillante introversione o esibizione di un grido, è una poesia che fa della sofferenza e resistenza di molti, la credibile essenzaa della vita negli Stati Uniti oggi. Hirschman esplora l'amore, la vita nelle strade, la fame, l'essere senza tetto e la censura, con uno stile lirico diretto. Attivista profondamente impegnato, Hirschman scrive una poesia che è impertubabilmente politica, accesa di passione e humor.
BIOGRAFIA

ESTRATTO

INTELUDIO UMANO

per Terry Garvin


Lei stava appoggiata
al muro vicino
all'Hotel Tevere con in mano
un bicchiere di plastica
quando iniziò a piovere.

Ho cercato una moneta, le sono
andato vicino
e l'ho fatta cadere nel bicchiere.
Cadde sul fondo
di un'aranciata.

Sono arrossito, ho guardato
i suoi occhi devastati e la pelle
e i capelli diventati prematuramente
grigi, e ho detto che
mi dispiaceva, che avevo pensato

avesse bisogno di soldi.
"Ne ho bisogno", rispose
e sorrise "Stavo
solo bevendo
qualcosa".

E restammo così
a ridere assieme
mentre guardavamo le gocce di pioggia cadere
sul lago d'arancia
sopra la moneta che affondava.



NELLIE

Dopo le urla, i colpi di cinghia - lei strillava - volavano cose,
le porte sbattevano, il pianto amaro,
dal pacchetto sottile, dopo aver spostato la carta delicata,
sollevava le calze trasparenti mojud
e vi faceva scorrere le dita,
sorridendo di nuovo piano come una ragazza.

Iniziava a cantare una canzone di Perry Como,
le piaceva Perry Como e cantava
la stessa canzone che lui cantava, tutto il giorno,
al Make-Believe Ballroom Time.

Poi, col reggiseno nero legato con una cinghia alle spalle
lentigginose, si sedeva sul letto, si metteva le calze,
si alzava e le abbottonava alla giarrettiera
che pendeva dal busto nero.
Una grinza di grasso le percorreva la vita, schiacciata
dal busto, diversa dai
tondi che uscivano gonfi dal reggiseno.
E le vidi un livido blu, l'ombra
della fibia della cinghia sulla coscia.

Però lei cantava di nuovo, e sul busto
metteva un paio di mutandoni rosa,
e per finire, poi, un abito bianco e marrone
a fiori che sembrava un'estate dorata.

I tacchi bianchi erano aperti alle dita e si vedeva
lo smalto sulle unghie. La bottiglia di smalto, le pinzette,
il rossetto, il rouge, la spazzola e la limetta erano
là sulla toletta che si guardavano allo specchio.

Le labbra nuotavano nella canzone di Como con battute rosso
rosate, culminando in luminosità splendente,
come il cammeo cereo di sua madre
sulla spilla nel cassetto.

Allungava la mano e diceva, "Vieni, caro..."
Camminavamo mano nella mano su e giù per la nostra strada al crepuscolo,
e i vicini gridavano:"Ciao, Nellie!" o "Buona sera,
Signora Hirschman", e "Ciao, Jackie. Mamma, come sei cresciuto!"


HUMAN INTERLUDE

for Terry Garvin


She was standing against
the wall near
the Tevere Hotel holding
a plastic cup
as it began to rain

I dug for coin, walked
up to her
and dropped it in.
It fell to the bottom
of an orange drink.

I blushed, looked into her
ravage eyes and skin
and hair prematurely
greying, and said
I was sorry, I'd thought

she needed some bread.
"I do", she said
and smiled, "I was
just having a little
drink."

And we stood there
laughing together
as we watched the raindrops fall
on the orange lake
above the drowning money.



NELLIE


After his shouts, the strops, her screams, the thrown things,
the doorslam, the bitter weeping,
out of the tin box, as the delicate paper was parted,
she'd lift the sheer mojud stockings
and run her fingertips along them,
slowly smiling girlishly again.

She'd begin singing a Perry Como song,
she loved Perry Como and would sing
the same song he sang, all day long,
on the Make-Believe Ballroon Time.

Then, in a black brassiere strapped to her freckled shoulders,
she'd sit on the bed, fit the stockings,
stand up and notch them to the garters
that hug down from her black girdle.
A ripple of fat ran round her waist, squeezed out
by the girdle, different from
the plumps that swelled out from her brassiere.
And I saw a blue bruise, the shadow
of a belt-buckle on her thigh.

But she was singing again, and over the girdle
she'd put on a pair of pink bloomers,
and over everything, the, a brown-and-white flower-print
summer-golden dress.

Her whote heels had holes in the toes where heir nail-polish
showed through. The bottle of polish, tweezers, lipstick,
rouge, brush and emeryboard were on the vanity table
over there looking in the mirror.

Her lips swam in the Como song with rose-red strokes,
reaching the end with shiny glow,
like the waxy cameo of her mother
on the brooch in the drawer.

She'd hold out her hand and say, "Come, darling..."
We'd walk hand in hand up and down our street in the twilight,
and the neighbors would cry out: "Hi, Nellie!" or "Hello,
Mrs. Hirschman", and "Hi, Jackie. My, how you've grown!"

RECENSIONI

L’altra America, quella che conta
Testata:LiberazioneData:29/1/1993Autore:Sergio Iagulli
L’altra America, quella che conta

Personaggio mitico della sinistra americana e, in particolare, californiana, Jack Hirschman è stato definito, dalla rivista specializzata Poet News, “il più importante poeta vivente dell’America”. Soglia infinita (Multimedia Edizioni, Salerno), come gli altri libri di Hirschman, è poesia della gente. Non il tipo di letteratura che è espressione individuale, brillante introversione o esibizione di un grido, ma poesia che fa della sofferenza e della resistenza di molti la credibile essenza della vita negli Stati Uniti oggi. Hirschman esplora l’amore, la vita nelle strade, la fame, l’essere senza tetto e la censura con uno stile lirico diretto.
Attivista profondamente impegnato, Hirschman scrive una poesia che è imperturbabilmente politica, accesa di passione e humor: oppone ad una poesia di immaginazione la sua poesia della realtà. «Io mi considera un poeta e un comunista, un agit-prop, per la trasformazione della società a tutti i livelli. So che queste definizioni sono difficili da capire ai nostri giorni, quando il periodo dell’Unione Sovietica è finito, perché la stessa definizione, agit-prop, è legata a quel periodo. Di fatto sarebbe facile dire che sono semplicemente un poeta, un artista o anche un operaio della cultura. No, non leggo Majakovsky. Non è necessario. Dimentico Neruda, Moncada, Grenada. Rime di “da”, sì da da da. La classe al governo cala la benda dell’amnesia sui nostri occhi, ma noi ci alziamo come se stessimo ascoltando una bellissima musica».
Le poesie di Hirschman sono dedicate alla lotta politica, alla vita di San Francisco, ai diseredati, agli homeless, ai disoccupati, agli illegali, ai giovani, ai neri, agli indiani, ai “dimenticati”. È soprattutto a questi diseredati che Hirschman come poeta e come uomo politico, membro del Communist Labor Party of North America, fa riferimento per la costruzione di un nuovo soggetto rivoluzionario. «Nasce una nuova classe: la classe dei non-operai. I veri proletari. Per la prima volta nella storia, ci troviamo nella condizione in cui il bisogno del cibo, di casa, di sanità, di istruzione diventano oggettivamente un imperativo mondiale per ogni uomo, donna e bambino. È realmente “il conflitto Finale” della canzone l’Internazionale».
In questo senso Hirschman si considera un agit-prop. Un dinosauro del futuro, un’anomalia in un mondo in cui il prodotto e la produzione artistica si sposano al business-arrangement che crea indifferenza e apatia nella condizione culturale nelle mani del “capitalismo” oggi.
«Il mio tuono di rabbia contro l’ingiustizia, e la tenerezza che sento per le vittime della robotizzazione hanno origine in questi poveri che ovunque si stanno sollevando. Perché credere che il numero dei disoccupati, dei senza casa e degli affamati stia diminuendo, significa prendersi in giro. La situazione rivoluzionaria non è complessa: è semplice. La tecnologia elettronica sta gettando la gente in una condizione di disoccupazione allarmante».
E il poeta americano agit-prop vuole essere accanto, insieme ai “dimenticati” con il suo stile asciutto e immediato, «lottando per ricomporre il moderno idioma inglese, anzi inventando un nuovo linguaggio, o almeno un ritmo sincopato la cui dissonanza non lascerà dormire le coscienze liberali. O quelle di chiunque altro, perché è musica per far stridere i nostri sensi»

Sergio Iagulli