PREFAZIONE
Questo č il miglior libro di poesia scritto finora da Josip Osti. Privo di immagini di morte, contiene pura poesia. Sarajevo si rallegra di aver ricevuto un libro d’amore e di devozione da questo suo concittadino e a me dispiace di non potergli conferire qualche medaglia ufficiale: perciň gli conferisco la Medaglia per la devozione alla nostra cittŕ.
(Izet Sarajlić, poeta bosniaco, su Il sigillo di Salomone, in: “Dnevni avaz”, 19 dicembre 1995)
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Caro Josip, non solo hai conquistato una nuova lingua, ma hai scritto una delle migliori raccolte di poesia della lirica slovena contemporanea.
(Milan Dekleva, poeta sloveno, su Il Narciso carsico, nella sua lettera del 29 marzo 1999)
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Josip Osti, un poeta affascinato dall’amore e dall’intimismo. Votato all’amore interamente: cuore, animo e mente.
(Marjan Tomšić, scrittore sloveno, in: Josip Osti, Con l'oro antico dei ricordi, Venilia editrice 1997)
Ad un tratto sembra che con il passaggio a un'altra e diversa lingua la voce poetica di Osti abbia suběto certi cambiamenti nella sua tonalitŕ: le poesie diventano piů soavi, come se lo sloveno lo avesse aiutato a istaurare una distanza nei confronti della tragedia della sua patria bosniaca distrutta dalla guerra.
(Boris A. Novak, poeta sloveno, nella recensione de Il Narciso carsico)
Osti crede di poter salvare con le parole il mondo, la vita, l'anima umana... Sembra che la parola amore sia la piů frequente in questo libro. L'amore traspira dai versi di Osti, da ogni sua parola, da ogni sua lettera.
(Simona Vozelj, giornalista slovena, nella recensione radiofonica de Il Narciso carsico, il 15 maggio 1999)BIOGRAFIA
Poeta, narratore, saggista, critico letterario, curatore di antologie e traduttore.
Josip Osti, nato nel 1945, si č laureato alla Facoltŕ di Filosofia ed č stato redattore del giornale studentesco “Naši dani” (I nostri giorni), redattore nella casa editrice “Veselin Masleša”, segretario della Sezione dei letterati della cittŕ di Sarajevo, direttore della Manifestazione letteraria internazionale “I giorni di poesia di Sarajevo”, segretario dell’Associazione dei letterati della Bosnia ed Erzegovina, presidente dell’Associazione dei traduttori letterari della Bosnia ed Erzegovina e lettore/correttore nella casa editrice “Svjetlost”. Č un libero artista, o, come ama dire lui stesso, vive d’amore e di ciň che scrive e traduce in Slovenia, tra Lubiana e Tomaj sul Carso, e in Bosnia ed Erzegovina, a Sarajevo.
Ha all’attivo dieci raccolte di poesie, libri di saggistica e critica letteraria, libri per l'infanzia e diverse antologie. Ha tradotto circa ottanta libri svolgendo un'operazione di continuo scambio tra la letteratura bosniaca e quella slovena. Le sue poesie sono presenti in numerose antologie e tradotte in piů lingue (italiano, sloveno, turco, inglese, boemo, polacco, greco).
Sei le traduzioni italiane, "Barbara e il barbaro" (1995), "Il libro dei morti di Sarajevo" (1977), l’antologia "Con l’oro antico dei ricordi" (1977), "Poesie" (1999) e "Confliti – Poesia delle molte guerre" (2001). Ha ricevuto riconoscimenti per le traduzioni e molti premi letterari, tra i quali spicca il Premio Internazionale "Vilenica ’94".
Nel 2004 viene pubblicata dalla Multimedia Edizioni l’antologia trilingue "L'albero che cammina", la raccolta forse piů importante e completa pubblicata in Italia, con traduzione in italiano di Jolka Milič.
Č uno dei poeti piů assidui e fedeli di Casa della poesia.
Ha preso parte alle varie edizioni degli "Incontri internazionali di poesia di Sarajevo" (2002-2007), nel 2001 a "Il cammino delle comete" (Pistoia) e a "Poesia contro la guerra", nel 2002 a Sidaja, nel 2003 a "In Memoriam. Izet Sarajlic", nel 2005 "Pianeta Sarajevo", nel 2006 a "Poesia nel Borgo", nel 2007 a "VersoSud" (Reggio Calabria).
Nell'aprile 2008 č stato pubblicato dalla Multimedia Edizioni il suo nuovo libro "Rosa Mystica", scritto in sloveno e tradotto (con testo a fronte) in italiano sempre da Jolka Milič.