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It's not love it's love - Agneta Falk

Testo a fronte: No
ISBN: 88-86203-17-9
Collana: Poesia come pane
Pagine: 128
Anno: 2000
Curatore: Raffaella Marzano
Traduttore: Raffaella Marzano

Prezzo: 12.50 €
PREFAZIONE

La poesia di Agneta Falk riflette la sua costante convinzione che l'apice dell'espressione umana deve affermare un'atmosfera libera, senza confine, come una specie di sommità di montagna internazionale che è contemporaneamente la nuova terra millenaria. Questa contraddizione, di altitudine e condizione terrena, è ciò che alimenta il suo lavoro, sia che scriva una poesia d'amore e la natura che la ispira, che una poesia che condanna l'ingiustizia sofferta dagli esseri umani a causa dei sistemi di sfruttamento e oppressione.
Una donna del mondo, accetta il fardello di negazione e caos nella vita contemporanea ma solo per rivelare, nel processo della sua creazione, che né la negazione, né il caos sono in realtà negativi. Piuttosto, essi sono stimoli per una più profonda affermazione dell'amore e della vittoria globale dello spirito che la sua poesia consegue. Per Agneta, la precisione del sentimento descritto non è mai disgiunta da un tono di fiducia filosofica che sostiene, in realtà inchioda, le sue visioni concentrate le cui succinte costruzioni evocano sentieri di saggezza verso un futuro più maturo e migliore.

"Sono entusiasta delle poesie dello Yorkshire di Agneta Falk, danno a noi americani la possibilità di capire fino in fondo la coscienza in un paesaggio grigio molto lontano dal nostro."

Lawrence Ferlinghetti

"Le sue percezioni, sia del paesaggio dell'io che del mondo, sono uniche. C'è una giocosità beffarda con il linguaggio e sempre una chiarezza sorprendente, sia che scriva dello Yorkshire, dell'America Centrale o di San Francisco."

Judi Benson
BIOGRAFIA

Agneta Falk è nata a Stoccolma nel 1946 ed ha vissuto in Inghilterra dal 1969 dove ha insegnato teatro, comunicazione, letteratura e scrittura creativa. È poetessa, artista visuale e curatrice di vari libri. Dal 1992 al 1999 è stata co-direttore di "Word Hoard", impegnandosi nella promozione della scrittura nella comunità e nell'organizzazione di eventi poetici. Negli anni '90 ha avuto l'incarico di scrivere testi sulla costa del Lincolnshire e dello Yorkshire. Il suo lavoro poetico è presente in numerose pubblicazionie ed ha esposto la sua arte visuale in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Divide il suo tempo tra San Francisco, Inghilterra e Italia.
È sposata con il poeta americano Jack Hirschman.
Multimedia Edizioni ha pubblicato nel 2000 il suo bellissimo "It's not love it's love" (edizione italiano-inglese) e nel 2009 il suo nuovo libro "Heart Muscle".
È uno dei poeti fondatori del progetto di Casa della poesia e ha quindi partecipato a molte sue attività e a molti dei suoi readings (Napolipoesia, Sidaja, Il cammino delle comete, Verba Volant, Sarajevo, Lo spirito dei luoghi, Parole di mare, Napolipoesia nel Parco, ecc.)
ESTRATTO

SUSSURRI

Il cielo non è stato mai più scuro
che da quaggiù
su sotto la brughiera

le nuvole si spostano
scompigliano la luce
lacerano le colline
così non sai mai del tutto
quando o dove sei

quassù, coperti dai licheni
grandi segreti sono sepolti
dicono di appartenere al passato

ma il vento li urla
nel futuro
sussurri di piedi di bambini dolenti

per lunghi giorni di lavoro
in assordante silenzio
dietro la pesante pietra dello Yorkshire

*

DUE SOLDATI

Si alzarono dal letto
in tenuta da combattimento
la loro camera da letto l’entrata
di una lavanderia
su Columbus Avenue,
piegarono i loro sacchi a pelo
con cura meticolosa,
e poi il foglio di cartone,
si spazzolarono
nel riflesso della vetrina,
e andarono.

*

IL DOLORE

È sempre vicino al mare
le onde, il temporale.
Pregando che l’acqua salata
allaghi il lungo corridoio
pallido sul nulla.

*

CONGEDO

Quell’inevitabile momento
in cui ti giri, vai via
al suono di un
treno che parte.
L’ultima occhiata alle spalle
il treno prende
velocità mentre tu cominci
a camminare lungo una lingua
di strada nuda.

WHISPERINGS

the sky was never darker
than from down here
up below the moors

the clouds shift
play havoc with the light
tear the hills apart
so you never quite know
when or where you are

up there, covered by lichen
big secrets are buried
they say it's of the past

but the wind cries
it into the future
whisperings of sore children's feet

of long working days
in deafening silence
behind thick Yorkshire stone

*

TWO SOLDIERS

They rose from their beds
dressed in full combat
their bed-room a doorway
of a dry-cleaning business
on Columbus Avenue,
folded their sleeping-bags
with meticulous care,
the cardboard ground-sheet as well,
brushed themselves down
in the window’s reflection,
and were gone.

*

THE GRIEF

It’s always by the sea
the waves, the storm.
Bidding the salty water
to flood the long pale
corridor on nothingness.

*

PARTING

That inevitable moment
when you turn, walk
away to the sound of a
train leaving.
Last glance back
the train picks up
speed as you begin
to walk down a strip
of naked road.


RECENSIONI

Agneta Falk: It's not Love, it's Love
Testata:Vico Acitillo 124 - Poetry WaveData:16/5/2001Autore:Marco Nieli
Agneta Falk: It's not Love, it's Love

Ha scritto Lawrence Ferlinghetti che le sue poesie "danno a noi americani la possibilità di capire fino in fondo la coscienza di un paesaggio grigio molto lontano dal nostro." Di paesaggi molto lontani dalla solarità californiana si tratta, indubbiamente, se è vero che Agneta è nata nella brumosa Stoccolma nel 1946 e ha vissuto dal 1969 in Inghilterra, per lo più tra Lincolnshire e Yorkshire. Le stupende poesie di "It's not Love, It's Love", tradotte e pubblicate dalla Multimedia di Salerno, sembrano generarsi nel chiaroscuro autunnale di un landscape geografico e umano ai limiti della vivibilità. In un universo grigio dove "life's on low watt ("Opaque Hell", p. 10)", saturata com'è dalla pioggia incessabile e dalla frammentazione delle relazioni, la speranza assomiglia al timido raggio di sole che trapela tra le nubi in un momento di magico incanto degli elementi.
Di questo incanto, la poesia della Falk si fa magistralmente interprete, intessendo di una fitta trama di interrelazioni metaforiche la gratuità e vacuità di un agire quotidiano privato ormai di senso. In un crescendo di fiducia nella forza umanizzante della parola, le liriche della raccolta rivelano barlumi di luce intermittente sull'inagibilità di un quotidiano opprimente come il cielo dello Yorkshire: "the clouds shift / play havoc with the light / tear the hills apart / so you never quite know / when or where you are. ("Whisperings", p. 8)." Fonte dell'angoscia esistenziale è il "symbiotic rot", che determina la scissione tra la maschera implicata dal nostro ruolo nella società e uno scomodo rimosso, i cui contenuti sono innanzitutto sociali ("the exclusion of those / whose blood is thinning / to the point of powerless oblivion, / the isolated shape / in the street or bar, / leaning on surfaces /that lay no claim to them, …(For Real", p. 14)." Le implicazione socio-politiche che lo sguardo poetico comporta sono ben presenti nella poesia della Falk, che non disgiunge mai il compito di guardare il mondo con occhi diversi da quello di trasformarlo nel concreto. Assumere una certa visuale significa allora simultaneamente prendere una posizione, anche politica, di fronte alla violenza insita nei rapporti sociali: è quello che succede in "Shivering Mountain", dove si parla di una giovane prostituta uccisa dal suo protettore, o in "Post-cards", dove la voce narrante si trova al centro di un episodio di guerrilla in Guatemala. In "Old Blood" e in "Found Poem" sono gli orrori della guerra nord-irlandese e di quella del Kossovo a suscitare i toni indignati di "a poem decrying the injustice visited upon human beings by systems of exploitation and oppression ("Afterword", p. 120)."
I toni delle prime liriche di "It's not Love, It's Love" riecheggiano i modi confessionali delle americane Sylvia Plath e Anne Sexton, con una forte insistenza sulla dimensione soggettiva dell'esperienza e un tipo di metaforicità più discorsiva. Man mano che la visione della poetessa si affina, tuttavia, il verso diventa più slant (obliquo), alla maniera della Dickinson, o di una Hilda Doolittle, acquistando attraverso la brevità una maggiore incisività di prospettiva. La rarefatta sospensione di questi testi, mai fine a se stessa, sottende sempre una dolorosa tensione esistenziale, che si manifesta in primo luogo nell'irrequietezza del proprio essere donna e artista: "it's in this space / between coming and going / she falls outside the circle // of being at home / with the structures that / make up a dwelling // to dance and sing / her own songs / where her tongue / can move freely // toward new beginnings…("It burns", p. 34)."
La precisione dell'immagine è per Agneta un imperativo etico irrinunciabile della poesia, soprattutto quando questa sceglie di esplorare i terreni accidentati del feeling amoroso. E' appunto la descrizione lucida e appassionata dell'estasi erotica a fare da veicolo per una rinnovata fiducia nelle capacità dell'uomo di reinventare un mondo (il mondo?) a sua immagine e somiglianza. L'amante si con-fonde al limite dell'assurdo col corpo della donna e da questa fusione scaturisce, finalmente, dopo un'attesa interminabile, la luce: "Her body opens / to the light he pours / into her and together / they travel the alleyways / of ancestral weeping…("Hand", p. 118.)" Luce e silenzio non sono sinonimi di escapismo dal mondo per la Falk, ma vie di liberazione del mondo e nel mondo. Sono esperienze che si pongono come "goads to the deeper affirmation of love and the global victory of the spirit ("Afterword", p. 120)." Così in "Do you know", il silenzio appare come qualcosa che "rises louder than a scream / that hurls itself against / the wall of indifference / that silence which has had / its tongue cut out / but never ever stops screaming ("Do you know", p. 92)."
Nutrita alle fonti delle poetiche d'avanguardia europee ed americane, la poesia della Falk non tradisce mai la sua vocazione a un imperativo etico della scrittura, che si traduca innanzitutto in un posizionamento strategico (in senso emozionale, ma anche politico) della parola. La condizione della donna, del reietto sociale e dell'artista sono il perno della sofferta quest per una continua ridefinizione del senso del nostro essere nel mondo, in vista di una sua trasformazione utopisticamente sempre più necessaria. È solo accettando pienamente "the burden of negation and chaos in contemporary life" che la voce del poeta riesce a rivelare sprazzi di luce e speranza attraverso le maglie di quella negazione. La poesia di Agneta assolve a questo compito mirabilmente, regalandoci momenti di irripetibile incanto. Come il primo raggio di sole, dopo la pioggia insistente dell'autunno.

Marco Nieli