PREFAZIONE
Giocose e incombenti, meditative e declamatorie, queste poesie affermano lo status di Salamun come uno dei più importanti poeti dell’Europa centrale.
– The New Yorker
Una poesia che picchia, che palpita, malinconica, voluttuosa. Che fa “gelare il sangue dei fiori e sconvolgere l’armonia”
– Nicole Zand, “Le Monde des livres”
“Tomas Salamun è un mostro?” Sicuramente è una persona fuori dagli standard della corporazione, generosa, galante, capace di witz e di slanci mistici del tutto privi di affettazione, che cammina e si muove elegantemente come i veneziani del tempo di Lord Byron. Le sue capacità linguistiche sono tremendamente acuite dalla curiosità e da una pietà sensuale per le immagini.
– Edoardo Albinati, Nuovi Argomenti
BIOGRAFIA
Nato a Zagabria nel 1941. Vive a Lubiana. Attualmente insegna scrittura creativa presso l’Università del Massachusetts. Il suo primo libro, "Poker", risale al 1966. Da allora ha pubblicato molti volumi di versi, ha curato e partecipato ad alcune antologie, è stato tradotto in molte lingue, fra cui inglese, tedesco, spagnolo e serbo-croato. Da parte sua ha tradotto in sloveno poesie di Apollinaire, Frost, Stevens, Williams, Vallejo ed altri europei. Il suo primo libro in traduzione italiana, "Acquedotto", è stato pubblicato da Interlinea, il secondo "Il ragazzo e il cervo" da Multimedia Edizioni. Šalamun è un indiano dei Balcani, selvaggio e altrettanto legato indissolubilmente al suo popolo, ai sassi, ai prati, ai fiumi e ai laghi della sua verde Slovenia.