Nuova collaborazione Casa della poesia e il Fatto Quotidiano
04/04/2011

politica Estratto

Politica Shabtai pone al centro della sua opera la vita privata, svelandola fin nei particolari più intimi, esponendo così la sua intera persona al pubblico. Dal divorzio dalla prima moglie all'intensa storia d'amore con Tanya Reinhart, dai violenti attacchi contro i governanti alle accuse nei confronti dell'establishment letterario israeliano, i temi del privato si uniscono a quelli del politico in un unico corpus poetico. Più spesso è il politico a farsi privato, sfidando non solo lo status della letteratura ebraica, ma anche il senso del pudore, i tabù e le gerarchie della società israeliana in genere.
politica
Politica 2008 88–86203–49–7 104 Poesia come pane Davide Mano
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Nostalgia

L’uomo basso e tarchiato
che agita la frusta di ferro,
nel tempo libero
fa scorrere le dita
sui tasti di un pianoforte
ma niente più ci sorprende.
E così, dal primitivo Oriente
ritorniamo all’Occidente.
Lui ci aiuterà a risolvere i problemi dell’impiego:
i disoccupati muoveranno i carri armati,
o, vanga alla mano,
scaveranno fosse,
e la sera ascolteremo
Mozart e Schubert.
O mia terra, mia terra,
con ogni sandalo,
con ogni filo
dei miei pantaloni cachi,
io ti ho amata.
Potevo comporre
salmi a un’insalata
di cipolline e ricotta.
Ma ora, chi incontrerò
quando andrò a cena fuori?
I carcerieri di Gramsci?
Quale clamore si leverà
dalla finestra che dà sulla strada?
E quando tutto sarà finito,
mio caro, caro lettore,
su quali panchine dovremo far sedere
quelli fra noi che hanno gridato “Morte agli arabi!”
e quelli che dicevano di non sapere?


A un pilota

Pilota, la prossima volta
che voli sopra Jenin
con il tuo elicottero,
ricordati dei bambini,
e ricordati delle vecchiette
nelle case che bombarderai.
Spalma sui tuoi missili
uno strato di cioccolata,
e sforzati di fare centro.
Così che abbiano almeno
un ricordo dolce,
quando i muri crolleranno.


Pasqua

Invece di far bollire
pentole e piatti,
fregatevi il cuore
con lana d’acciaio.
Voi leggete l’Haggadah
come maiali, che
messi davanti a un tavolo
rovisterebbero nel piatto
in cerca di prezzemolo o gnocchi.
Ma la Pasqua, è più forte di voi.
Uscite fuori a guardare:
gli schiavi si stanno sollevando,
una mano coraggiosa
sta seppellendo il suo oppressore
sotto la sabbia.
Ecco il vostro Faraone
stupido e crudele,
che spedisce le sue truppe
con i carri da guerra,
ed ecco il mare della libertà
che li inghiotte.