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04/04/2011
Anime scalze
26/03/2013 Evita Milone Casa della poesia

«Mi ha tirato una lattina di birra. Sulla faccia ha cominciato a colare il caldo, l'appiccicoso, il rosso».
   Colano addosso e restano appiccicate, calde di dolore e sopraffazione, le rime di Maram Al-Masri, poetessa siriana “scalza” come le anime che danno il titolo a questa raccolta di meravigliose poesie.
   Oneste, autentiche, partecipate. Perché Maram non scrive come semplice osservatrice di quest'umanità ferita, ma come frammento, scheggia viva di ognuna di quelle anime. Anime nude. Inermi davanti alla ferocia di chi dovrebbe amarle e proteggerle e invece le aggredisce.
   Maram, che si definisce «donna che non sa rispondere agli schiaffi», in realtà non vuole farlo, come non lo vogliono le protagoniste di queste liriche. E narrandone la debolezza la poetessa ne esalta la forza e la grandezza. Perché quella di non rispondere all'orrore con altro orrore è la scelta coraggiosa di queste donne accoglienti, madri, mogli, compagne che con questa loro decisione rendono il mondo un posto meno inospitale.
   E allora eccole lì: Fatima, Elodie, Marie. Eccole lì, nude davanti ad un'ombra che è l'altra faccia di quell'amore che si erano scelte, ingenue, con gioia. Abbandonate, sole, ma accompagnate dalla silenziosa presenza di chi dà loro una voce, un nome, di chi mostra al mondo la loro anima, scalza ma immensa, perché scalza e immensa è anche lei.
   E nel vorticoso incedere di queste storie ci viene mostrata la quotidianità opaca e smunta di donne che una loro vita non ce l 'hanno più, di bambini costretti a vedere la mamma pestata a sangue, di amanti sedotte da mille promesse e abbandonate senza speranza alcuna.
   Tutto questo ci racconta Maram al-Masri, non per terrorizzarci, non per metterci in guardia; ma per donarci la consapevolezza di una realtà, quella della violenza sulle donne, che non è  solo la spettacolarità di un omicidio a cui si interessa ogni tv o quotidiano, ma anche e soprattutto la silenziosa lotta quotidiana di chi dalla propria prigione non sarà mai in grado di evadere.
   E allora, forza. Picchiateci tutte. Uccideteci tutte. Non ci ridurrete al silenzio.

 

Evita Milone

Altroteatro - Firenze