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William Burroughs - Preghiera per il Giorno del Ringraziamento

Burroughs - A Thanksgiving Prayer

A John Dillinger con la speranza che sia sempre vivo

Giorno del Ringraziamento. 28 novembre 1986william_burroughs_2

Grazie per il tacchino selvatico e
i piccioni viaggiatori, destinati
a essere cacati attraverso le sane
budella americane.
Grazie per un Continente da saccheggiare
e avvelenare.
Grazie per gli Indiani che ci procurano
quel tanto di stimoli e di pericoli.
Grazie per le immense mandrie di bisonti
da uccidere e scuoiare, lasciando le
carcasse a marcire.
Grazie per le laute ricompense sui lupi
e i coyotes.
Grazie per il Sogno Americano
da involgarire e falsificare fin quando
le nude menzogne non vi risplendano attraverso.
Grazie per il KKK
Per gli uomini di legge che incidono
una tacca per ogni negro ucciso
Per le rispettabili signore casa-e-chiesa
con le loro facce meschine, smunte,
sgradevoli, perverse.
Grazie per gli adesivi
«Ammazza un frocio in nome di Cristo».
Grazie per l’AIDS di laboratorio.
Grazie per il Proibizionismo e la
Lotta contro la Droga.
Grazie per un paese dove
a nessuno è dato di badare
ai fatti propri.
Grazie per una nazione di spie.
Sì, grazie per tutti i
ricordi… va bene, facci vedere
le tue braccia…
Sei sempre stato un problema
e ci hai proprio rotto i coglioni.
Grazie per l’ultimo e più grande
tradimento dell’ultimo e più grande
dei sogni umani.

Traduzione: Raffaella Marzano

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william-s-burroughsWilliam S. Burroughs (St. Louis, 5 febbraio 1914 / Lawrence, 2 agosto 1997), scrittore, saggista statunitense, appartenente al movimento della beat generation. La maggior parte dei lavori di Burroughs sono semi-autobiografici e ispirati alle sue esperienze di dipendente da oppiacei. Membro di primo piano della beat generation, è stato un autore di avanguardia che ha influenzato la cultura popolare e la letteratura. Per molti, un vero genio letterario del secondo dopoguerra, autore di alcune opere fondamentali della cultura underground: “La scimmia sulla schiena”, “Il pasto nudo”, “La morbida macchina”, “Nova Express”, ecc.


  1. valentina
    16 giugno 2009 a 15:05 | #1

    direttamente dalla bocca della verità, parla William Burroughs,e come al solito smonta, decostruisce anzi, un’impalcatura che sempre più, e soprattutto oggi, si dimostra debole, falsa,come un castello di carte, eppure tuttora “colorata” e attraente per molti. L’ipocrisia di un sogno fatto di incubi, e coperto da pizzi e merletti, è qui, tramite continue battute sarcastiche, denudata, e la voce, beffarda, rompe lo specchio di simulacri made in USA. Grandissimo!!

  2. 17 giugno 2009 a 16:31 | #2

    Fenomenale!

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