SCRIVERE IN UNA LINGUA STRANIERA
L’uso di una lingua ha inizio a casa; e dunque comincerò con la storia del mio coinvolgimento con molte lingue e con il modo in cui fui influenzata dall’uso di lingue che non erano quelle che avrei dovuto normalmente parlare o usare scrivendo poesie o prosa. Comincerò con alcune informazioni sulla mia famiglia, e le sue lotte riguardo allo stesso agomento.
Mia madre era greca di Smirne, quando Smirne, prima della Prima Guerra Mondiale, era una città prevalentemente greca, una comunità che parlava greco nel cuore dell’Impero Ottomano. Mio padre era arabo. Era nato a Damasco, Siria. All’età di dodici anni era entrato al War College, l’Accademia Militare di Istambul. Verso la fine del diciannovesimo secolo. Damasco era parte dell’Impero Ottomano e mio padre era un ufficiale ottomano. Essendo la Turchia alleata del Kaiser tedesco, mio padre venne istruito in turco, tedesco, e francese, oltre ai suoi studi in arabo. Nell’Impero Ottomano il francese veniva insegnato per cultura generale, la stessa ragione per cui veniva insegnato in Russia. Prosegui la lettura…
Il Libro della “Regola Celeste” del Tao
Il mio libro preferito? Il libro della Regola celeste del Tao. Perché?
“Niente è senza conseguenze,” è la convinzione ricorrente in tutta la tradizione sapienziale. Perché ogni azione, anche minima, produce una reazione uguale e contraria. Figuriamoci a mettersi, consapevoli o no, sulla via del Tao. Gli effetti non tarderanno ad arrivare, come in ogni autentica pratica esoterica, e lo può bene testimoniare chi ha intrapreso un viaggio iniziatico dentro il mistero della vita. “Non sarai più lo stesso della partenza,” recita senza reticenze il monito ai neofiti, “e non potrai mai più tornare indietro.” Le parole che pronunciamo e attraversiamo con crescente partecipazione ci modificano nel profondo. È così per tutti coloro che decidono di essere se stessi fino in fondo.
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ALBINO PIERRO
I ‘nnammurète
Si guardaàine citte
e senza fiète
i ‘nnammurète.
Avìne ll’occhie ferme
e brillante,
ma u tempe ca passàite vacante
ci ammunzillàite u scure
e i trimuìzze d’u chiante.
E tècchete, na vota, come ll’erva
ca tròvese ‘ncastrète nda nu mure,
nascìvite ‘a paròua, Prosegui la lettura…
Oggi, 5 febbraio, è il compleanno di una nostra carissima amica e di una delle più straordinarie performer della poesia internazionale. Vogliamo farle gli auguri condividendo con voi questa sua bella lettura registrata qualche anno fa a Sarajevo. AUGURI JANINE!
Pommy Vega4×3.flv
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