In memoriam di Ernest Hemingway

Aprile 20, 2008

Lampi cadono giù nella mezzanotte
del cielo del Dakota.

Abbiamo dormito nel retro della wagon, i piedi
che sporgevano dalla rete contro le zanzare.

Faceva caldo.
Il Wyoming di mattina era rosso-indiano con montagne dal naso ad ascia di

Shoshone, strapiombi di sedimenti a forma di mento
accatastati fin in alto che raccontano

di quando le montagne lottavano
una contro l’altra e
Big Horn si stringeva
con argilla e limo
fino

ai marroni e verdi del montana. Daini che saltano
sulle colline, orsi della terra selvaggia,
un grande albero che spunta dalla testa
di un alce.

Ci dirigemmo verso sud nell’Idaho, evitando
le città, percorrendo strade di campagna, riempiendo
il retro della macchina di primavere
e fiori.

Mai accendemmo la radio.
Mai leggemmo un giornale.

Arrivammo in California. Il giornale diceva,
Papà, che eri morto da tre giorni.
Paesi e città si ammassarono di nuovo.
Il sole diventò accecante. Lei si mise gli occhiali da sole.

Guidai lentamente lungo le strade fino alla fine.

Jack Hirshman - 1961

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