William Burroughs - Preghiera per il Giorno del Ringraziamento

15 giugno 2009

Burroughs - A Thanksgiving Prayer

A John Dillinger con la speranza che sia sempre vivo

Giorno del Ringraziamento. 28 novembre 1986william_burroughs_2

Grazie per il tacchino selvatico e
i piccioni viaggiatori, destinati
a essere cacati attraverso le sane
budella americane.
Grazie per un Continente da saccheggiare
e avvelenare.
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Hirschman legge Alfonso Gatto

27 maggio 2009

Cari amici,

pubblichiamo per alcuni giorni la ripresa (amatoriale) della straordinaria serata di martedì 26 maggio, atto di avvio delle attività per il Centenario della nascita di Alfonso Gatto.  Dopo una serie di filmati e di interventi registrati, di Gatto prima e di alcuni poeti italiani che leggono Gatto, poi, il clou della serata: “Jack Hirschman traduce e legge Alfonso Gatto”. Il grande poeta statunitense, una vera icona della controcultura americana, legge parte delle sue traduzioni del poeta salernitano, tratte dal volume “Magma” in attesa di pubblicazione negli USA. Buona visione!

Hirschman legge Gatto

Mario Benedetti: Bottiglia nel mare

18 maggio 2009

mario-benedetti-21Cari amici,
tutto il mondo della letteratura è in lutto per la scomparsa di Mario Benedetti. Ieri, domenica 17 maggio 2009, si è spento a Montevideo, all’età di 88 anni, dopo una lunga malattia, il grande scritture uruguayano.

Se ne va con lui una delle più impegnate, famose, acclamate ed amate voci della letteratura e della poesia latinoamericana.
Abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo, conoscerlo, pubblicare i suoi straordinari “racconti”, tradurre suoi versi ed instaurare un rapporto di amicizia (conserviamo con amore una sua donazione di libri per la nostra biblioteca).

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Izet Sarajlić: Ultimo tango a Sarajevo

16 marzo 2009

Oggi, 16 marzo, sarebbe stato il compleanno di Izet Sarajlic, grande poeta europeo e grande amico. È stato il poeta testimone di una grande tragedia: la guerra di Bosnia e l’assedio di Sarajevo e la grande voce della Sarajevo città martire dalla quale si è rifiutato di fuggire. È stato Presidente onorario di Casa della poesia, amico di Alfonso Gatto, cittadino onorario della città di Salerno, vero patriarca della “famiglia poetica” di Casa della poesia. Dal 2002, anno della sua scomparsa, per ricordarlo, si svolgono gli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo, che abbiamo l’onore di organizzare e curare insieme alla nostra Ambasciata.

Ci piace ricordarlo a tutti i vecchi e nuovi amici con una delle sue poesie più belle e struggenti.

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Charles Bukowski: The poetry reading / La lettura di poesia

9 marzo 2009

Charles Bukowski - The poetry reading

La lettura di poesiabukowski460

pieno meriggio
in un college vicino al mare
sobrio
con il sudore che mi cola sulle braccia
una goccia di sudore sul tavolo
l’asciugo col dito
per i soldi per i soldi
mio dio penseranno che adoro tutto questo come gli altri
mentre è per il pane e la birra e l’affitto
per i soldi
sono teso faccio schifo mi sento male
poveracci che fiasco che disastro

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Sylvia Plath - Daddy / Papà

8 marzo 2009

plath1500Sylvia Plath - Daddy

Papà

Non servi, non servi più,
O nera scarpa, tu
In cui trent’anni ho vissuto
Come un piede, grama e bianca,
Trattenendo fiato e starnuto.

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Etel Adnan: Scrivere in una lingua straniera

25 febbraio 2009

SCRIVERE IN UNA LINGUA STRANIERA

L’uso di  una lingua ha inizio a casa; e dunque comincerò con la storia del mio coinvolgimento con molte lingue e con il modo in cui fui influenzata dall’uso di lingue che non erano quelle che avrei dovuto normalmente parlare o usare scrivendo poesie o prosa. Comincerò con alcune informazioni sulla mia famiglia, e le sue lotte riguardo allo stesso agomento.
Mia madre era greca di Smirne, quando Smirne, prima della Prima Guerra Mondiale, era una città prevalentemente greca, una comunità che parlava greco nel cuore dell’Impero Ottomano. Mio padre era arabo. Era nato a Damasco, Siria. All’età di dodici anni era entrato al War College, l’Accademia Militare di Istambul. Verso la fine del diciannovesimo secolo. Damasco era parte dell’Impero Ottomano e mio padre era un ufficiale ottomano. Essendo la Turchia alleata del Kaiser tedesco, mio padre venne istruito in turco, tedesco, e francese, oltre ai suoi studi in arabo. Nell’Impero Ottomano il francese veniva insegnato per cultura generale, la stessa ragione per cui veniva insegnato in Russia. Prosegui la lettura…

Paolo Ruffilli: Il libro della “Regola Celeste” del Tao

21 febbraio 2009

Regola CelesteIl Libro della “Regola Celeste” del Tao

Il mio libro preferito? Il libro della Regola celeste del Tao. Perché?

“Niente è senza conseguenze,” è la convinzione ricorrente in tutta la tradizione sapienziale. Perché ogni azione, anche minima, produce una reazione uguale e contraria. Figuriamoci a  mettersi, consapevoli o no, sulla via del Tao. Gli effetti non tarderanno ad arrivare, come in ogni autentica pratica esoterica, e lo può bene testimoniare chi ha intrapreso un viaggio iniziatico dentro il mistero della vita. “Non sarai più lo stesso della partenza,” recita senza reticenze il monito ai neofiti, “e non potrai mai più tornare indietro.” Le parole che pronunciamo e attraversiamo con crescente partecipazione ci modificano nel profondo. È così per tutti coloro che decidono di essere se stessi fino in fondo.
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Poesie come pane (5)

14 febbraio 2009

ALBINO PIERROalbino-pierro1
I ‘nnammurète

Si guardaàine citte
e senza fiète
i ‘nnammurète.
Avìne ll’occhie ferme
e brillante,
ma u tempe ca passàite vacante
ci ammunzillàite u scure
e i trimuìzze d’u chiante.

E tècchete, na vota, come ll’erva
ca tròvese ‘ncastrète nda nu mure,
nascìvite ‘a paròua, Prosegui la lettura…

Paul Laraque: L’esilio e la memoria

9 febbraio 2009

PAUL LARAQUE - L’ESILIO E LA MEMORIA

- a mio fratello Frank, compagno d’infanzia e di esilio


oshun-veve41Il vecchio negro si siede di fronte a se stesso e intraprende l’inventario di ciò che gli resta dei suoi tesori.
Nella soffitta di una grande maison à balcon, scopre una piccola automobile su gambe di legno. L’altra era già scomparsa, le sue ruote, i suoi pedali, tutti i suoi pezzi erano stati donati o venduti ad amici d’infanzia per le loro vetture fabbricate con delle assi.
Le due piccole automobili importate erano state le prime del loro genere in città. Suo fratello minore e lui le avevano inaugurate sulla piazza d’armi o sagrato della chiesa con grande meraviglia della marmaglia che gridava a squarciagola e si agitava come i ladri alla fiera per essere tra quelli che, dopo i proprietari, sarebbero entrati in questo nuovo carosello. A quel ritmo, le piccole vetture non ne ebbero per molto e furono relegate nella soffitta della grande maison à balcon da dove il vecchio negro le esumò. Prosegui la lettura…