Jorge Luis Borges: Borges ed io

7 marzo 2010 Nessun commento

BORGES ED IO

Borges y yo

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All’altro, a Borges, accadono le cose. Io cammino per Buenos Aires e indugio, forse ormai meccanicamente, a guardare l’arco di un androne e la porta che dà a un cortile; di Borges ho notizie attraverso la posta e vedo il suo nome in una terna di professori o in un dizionario biografico. Mi piacciono gli orologi a sabbia, le mappe, la stampa del secolo XVIII, il sapore del caffè e la prosa di Stevenson; l’altro condivide queste preferenze, ma in un modo vanitoso che le muta negli attributi d’un attore. Sarebbe esagerato affermare che la nostra relazione è di ostilità; io vivo, mi lascio vivere, perché Borges possa tramare la sua letteratura, e questa mi giustifica. Non ho difficoltà a riconoscere che ha dato vita ad alcune pagine valide, ma quelle pagine non possono salvarmi, forse perché ciò che v’è di buono non appartiene a nessuno, neppure all’altro, ma al linguaggio o alla tradizione. D’altronde, io son destinato a perdermi, definitivamente, e solo qualche istante mio potrà sopravvivere nell’altro. A poco a poco vado cedendogli tutto, sebbene conosca la sua perversa abitudine di falsificare e ingigantire. Spinosa intese che tutte le cose vogliono perseverare nel loro essere; la pietra eternamente vuol essere pietra e la tigre, tigre. Io resterò Borges, non in me (seppure sono qualcuno), ma mi riconosco meno nei suoi libri che in molti altri o nell’elaborato arpeggio d’una chitarra. Anni addietro cercai di disfarmi di lui e passai dalle mitologie dei sobborghi ai giuochi col tempo e con l’infinito, ma codesti giuochi ormai sono di Borges e dovrò ideare altre cose. Così la mia vita è una fuga e io perdo ogni cosa e tutto è dell’oblio, o dell’altro.
Non so chi dei due scrive questa pagina.

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«Un pensiero per Maram al-Masri» di Claudia Landolfi

9 febbraio 2010 2 commenti

s261547535432_11422“Ti guardo” è un’esperienza, una sinergia di incontro, ascolto, lettura, godimento, dove il ricamo arabo del testo originale a fine pagina, in un angolo, rilancia alla rovescia, come nel gioco di una bambina, angolazioni e riletture di senso del mistero della relazione umana e , al tempo stesso, della scrittura che la conserva. C’è un piacere della superficie del libro, della carta, come se si trattasse di una pelle tatuata (Maram ci conduce subito su un piano corporeo della scrittura), che si raddoppia con la presenza della grafìa araba, grafìa che ripete la manualità dell’arte antichissima e sapiente della scrittura poetica, autentico bacino vivo e musicale del mediterraneo. Una lettura biunivoca, tra la traduzione italiana che si pone come interlocutrice e quella araba che corre e quasi insegue, in un gioco di specchio, il mistero di Maram Al Masri che cattura chi l’ascolta in una fascinazione ineludibile. Questo incanto che scompagina i registri, dal senso come significato al senso come sensazione, non sarebbe stato possibile realizzarlo altrimenti, se non tramite i componimenti di una poetessa così intensa.

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Jack Hirschman traduce e legge Alfonso Gatto

24 gennaio 2010 3 commenti

12Il 2009 è stato l’anno del Centenario della nascita di Alfonso Gatto. Casa della poesia (in collaborazione con il Centro Studi per la Fondazione Alfonso Gatto), lo ha ricordato e omaggiato con diverse iniziative. Sono molti i materiali raccolti in questo anno di lavoro che vorremmo pian piano condividere con gli amici e tutti gli appassionati. Iniziamo con un video che documenta la traduzione e la lettura di Gatto ad opera del grande poeta statunitense Jack Hirschman. La cosa ci consente di segnalare con orgoglio che è in corso di stampa negli Stati Uniti una raccolta di poesia dell’autore salernitano, curata e tradotta da Jack, fortemente voluta da Casa della poesia, dal titolo “Magma”.

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Dolore per Haiti

15 gennaio 2010 2 commenti

Che grande dolore per la tragedia che ha colpito l’isola di Haiti. Una terra bellissima, ricca di storia, di ricerca di libertà e di letteratura, ma povera e depredata dal “caimano stellato”.
Una terra che ci ha dato straordinari poeti e scrittori come Jacques Roumain, Stéphen Alexis, René Depestre, Anthony Phelps, Jean Metellus, il nostro caro Louis-Philippe Dalembert, e tantissimi altri.
Tra questi poeti straordinari, uno ci è particolarmente caro, Paul Laraque (scomparso purtroppo nel 2007) che abbiamo avuto la fortuna e l’onore di conoscere e di pubblicare e portare in Italia (La sabbia dell’esilio).
Vogliamo ricordare Paul e la sua amata isola dalla quale visse in esilio con una sua bella poesia.

Riproponiamo anche un racconto di Laraque che pubblicammo lo scorso anno dal titolo “L’esilio e la memoria”.

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Paul Laraque: L’esilio e la memoria

15 gennaio 2010 Nessun commento

PAUL LARAQUE - L’ESILIO E LA MEMORIA

- a mio fratello Frank, compagno d’infanzia e di esilio


oshun-veve41Il vecchio negro si siede di fronte a se stesso e intraprende l’inventario di ciò che gli resta dei suoi tesori.
Nella soffitta di una grande maison à balcon, scopre una piccola automobile su gambe di legno. L’altra era già scomparsa, le sue ruote, i suoi pedali, tutti i suoi pezzi erano stati donati o venduti ad amici d’infanzia per le loro vetture fabbricate con delle assi.
Le due piccole automobili importate erano state le prime del loro genere in città. Suo fratello minore e lui le avevano inaugurate sulla piazza d’armi o sagrato della chiesa con grande meraviglia della marmaglia che gridava a squarciagola e si agitava come i ladri alla fiera per essere tra quelli che, dopo i proprietari, sarebbero entrati in questo nuovo carosello. A quel ritmo, le piccole vetture non ne ebbero per molto e furono relegate nella soffitta della grande maison à balcon da dove il vecchio negro le esumò. Prosegui la lettura…

Erri De Luca, frammenti da “Alzaia”

14 gennaio 2010 1 commento

delucaerri6FRAMMENTI DA “ALZAIA”

Mi ritrovo tra le mani il bel libro di Erri De Luca, “Alzaia” (Feltrinelli) e in esso alcuni frammenti molto belli che riguardano tre nostri autori ed amici.

Si tratta di Ante Zemljar (poeta e comandante partigiano, dalmata, nato all’isola di Pago e inprigionato a Goli Otok), Izet Sarajlic (la grande voce della Sarajevo città martire e Presidente onorario di Casa della poesia) e Aharon Shabtai (poeta, traduttore, professore universitario, grande voce del dissenso israeliano), ma anche del contesto nel quale nasce la loro poesia.

Trascrivo quei frammenti sperando che né Erri né la Feltrinelli me ne vogliano e che voi li troviate, come me, belli, intensi, illuminanti.

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Jorge Enrique Adoum - Che: Fugacità della sua morte

13 gennaio 2010 Nessun commento

adoum41Il 3 di luglio del 2009 a Quito in Ecuador si è spento uno dei maggiori poeti, scrittori e intellettuali dell’America Latina e anche uno degli amici più cari per noi e per Casa della poesia, Jorge Enrique Adoum. L’incontro con lui è stato un’occasione straordinaria offertaci dalla vita e dalla poesia. Abbiamo avuto la fortuna di averlo con noi varie volte (sia da solo che in occasione di Napolipoesia, Sidaja, Il cammino delle comete, Latinoamericapoesia) e nel 2002 abbiamo avuto anche la fortuna di tradurre e pubblicare una sua magnifica raccolta dal titolo L’amore disinterrato e altre poesie. Segretario personale e amico di Neruda, protagonista straordinario di quella letteratura dell’America Latina che ha indicato spesso la via maestra a tanti, vorremmo ricordarlo in questo prossimo anno in vari modi. Incominciamo offrendovi in audio la lettura di una sua famosa poesia. In occasione della commemorazione (30 anni) della morte di Guevara, Adoum fu invitato a Cuba a Casa de las Americas a tenere un discorso. Per quell’occasione scrisse questa struggente e bellissima poesia. Buon ascolto!

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Blog per il 2010

4 gennaio 2010 1 commento

Cari amici,
riprendiamo con maggiore assiduità e applicazione il blog di Casa della poesia dove come avrete avuto modo di constatare abbiamo provato a condividere materiali di diverso tipo che si producono o raccolgono nel nostro “laboratorio” (video, audio, testi).
Attingiamo seppure in maniera minima a quello che è diventato un gigantesco archivio di materiali poetici.

Del 2009 lasciamo solo alcune delle cose più significative. La promessa per il 2010 è di offrirvi con continuità momenti straordinari facendovi viaggiare insieme a noi in luoghi, spazi, tempi, della poesia.
A presto

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Lawrence Ferlinghetti e Jack Hirschman a Casa della poesia

Lawrence Ferlinghetti e Jack Hirschman a Casa della poesia (Foto Pier Paolo Iagulli)

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Auguri di Casa della poesia!

28 dicembre 2009 Nessun commento

Casa della poesia augura i più sinceri auguri di buon anno!


Chiudiamo un 2009 denso di soddisfazioni (Napolipoesia nel Parco, Incontri internazionali di poesia di Sarajevo, VersoSud a Reggio Calabria, Omaggio ad Alfonso Gatto, Letture senza confini, ecc. ecc.), ma anche di difficoltà.

Il prossimo, sarà il quindicesimo anno di attività.
Immaginiamo quindi di dover festeggiare un importante traguardo.
Tante le iniziative che stiamo progettando e programmando.
Intanto occuperemo l’inizio dell’anno per provare a riorganizzare i nostri archivi e la nostra biblioteca.

Intanto vi offriamo l’ultimo regalo dell’anno, una bellissima lettura di Juan Carlos Mestre videregistrata nel corso di “Napolipoesia nel Parco” a luglio del 2009, in una incredibile serata d’estate, fredda e ventosa.

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William Burroughs - Preghiera per il Giorno del Ringraziamento

15 giugno 2009 2 commenti

Burroughs - A Thanksgiving Prayer

A John Dillinger con la speranza che sia sempre vivo

Giorno del Ringraziamento. 28 novembre 1986william_burroughs_2

Grazie per il tacchino selvatico e
i piccioni viaggiatori, destinati
a essere cacati attraverso le sane
budella americane.
Grazie per un Continente da saccheggiare
e avvelenare.
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